Friday, October 05, 2018

In memoria dell'ASN

parto da Treviso giovedì alle 15.06, caffè col fiocco da Goppion in piazza Borsa, mi pare strano ma fra qualche ora sarò a Roma per l'ultima volta di questa sequenza lunga cinque quadrimestri, un bel pezzo di vita. oltre un anno e mezzo di valutazioni, discussioni, contraddizioni. francamente non auguro a nessuno di fare parte della commissione pur nella convinzione molto brutalista e funzionale di aver fatto bene. e non mi riferisco tanto ai risultati, a chi è stato abilitato e a chi no, chissà cappelle che abbiamo collezionato, il giudizio sta ad altri...  penso invece al servizio fatto in qualche modo al paese e alla mia comunità scientifica: rotoli di carte, schermi di computer per giorni, tabelle excel, elenchi di riviste, titoli seri, titoli faceti e titoli lunari, pubblicazioni e maledizioni in quantità. in fondo era un lavoro che andava fatto e l'ho fatto, assieme agli altri magnifici quattro. non so bene perché ma mi sento anche come Mr. Wolf, un professionista che risolve problemi. sono arrivato sul palcoscenico di questo teatro valutativo in modo inconsueto e triste (un ricordo per Marida) e ho sperimentato un lavoro al limite (per me), intriso dei carichi emotivi che dipendono dagli effetti delle decisioni che prendi e intarsiato di bizzarrie legal-burocratiche, autorizzazioni, ricorsi, richieste diametrali di essere allo stesso tempo sintetico e analitico, informativo e sfuggente, preciso ma non poliziesco (per usare una definizione della funzionaria ministeriale che ci ha seguito, grazie Eva!).

è stata una bella lezione di vita e di umiltà, paradossale e tutt'altro che gradevole in vari passaggi anche per la (mia) difficoltà a interagire con le idee degli altri membri della commissione. strano che ti stia temporaneamente sulle balle chi la pensa diversamente, o no? essere in 5 ha delle conseguenze, qualche decisione non mi è piaciuta e, d'altro canto, adesso so in modo nuovo e profondamente inciso sulla mia pelle che le deliberazioni a maggioranza sono uno strumento, duro finché si vuole ma sensato, per andare avanti in situazioni difficili. in vari casi hanno fatto capolino motivazioni che non c'entrano una mazza ma si tratta di sana fisiologia decisionale e alla fine anche io ci avrò messo del mio, risultando "marginale", in senso economico, e spostando decisioni dalla mia parte di tanto in tanto. forse un solo caso più di altri mi intorciglia le budella
Ma, indomito, nego e non nomino alcuno.
Riguardando ex post il lavoro e provando a mettermi alla giusta distanza posso solo rammaricarmi del fatto che alla fine una certa qual aura d'amnistia si è impadronita di (alcuni di) noi. pazienza, forse in dubio pro reo, anche se qualcuno dei rei non supererebbe le soglie appena approvate fresche fresche dall'ANVUR ed è strano vedere che uno s'abilita proprio il minuto (quadrimestrale) prima di non essere nemmeno ammesso alla valutazione.

l'ASN è stata anche un'occasione per andare a Roma, groviglio di bellezza e coacervo di relazioni pericolose che stupiscono noi polentoni in trasferta. La Sapienza ci ha ospitato in tutte le riunioni in presenza nei suoi palazzi marziali, romani e lievemente fascisti, un po' sgualciti e in cui sempre aleggia la vicinanza presunta o reale, diretta o per arzigogoli, con il potere, i ministeri, i funzionari-ari, ari-ari ari-ooh (come i Blues Brothers). ci siamo riuniti a ripetizione nel dipartimento di Corrado Gini, quello dell'Indice (più famoso ma meno divertente di quello di Martino). forse ci siamo seduti nella stessa stanza dove questo trevisano di Motta di Livenza "amato da Obama", amico di Mussolini e dell'eugenetica, ha lavorato lasciando tracce imperiture nella statistica moderna.


Corrado Gini non era gran simpatico (ma un grande statistico sì: fondatore e direttore di Metron  e dell'ISTAT fino alla sua morte, la prima bellissima copertina campeggia nel corridoio). Nel 1926 disse che bisognava favorire la nascita di bambini bianchi sani legittimi e molto cristiani. Non a caso fu popolare durante il ventennio ma rimase in sella anche dopo la fine della guerra.
Dal punto di vista "geografico" mi restano bei ricordi: grande e stupenda questa Roma che da 2000 anni se ne batte e in qualche modo se la cava sempre, indipendentemente dal governo di turno, resiliente e tetragona ai colpi di ventura, cosa vuoi che sia un governo penta-leghista o un altro, dopo che hai provato senza sprofondare d'un millimetro sindaci come Marino, Alemanno e la Raggi (tanto per ecumenismo, fare il sindaco di Roma dev'essere una prova tremenda e superiore alle capacità umane, lo sapevano anche Cesare, Diocleziano, i Papi, i Savoia e via dicendo).  A margine di adunanze interminabili sono stato pure a vedere Santa Bibiana e abbiamo mangiato bene: grazie al bar "Il giglio" per spettacolari cornetti mattutini e per la gentilezza della clientela che saluta sempre l'extracomunitario di turno e dona una monetina; "Abitudini e follie" e "Braci e abbracci", tutti nel raggio di 500 metri dalla Sapienza, ci hanno ristorato nei momenti di difficoltà calorica e psicologica (quando non siamo stati costretti ai panini e lattine del bar interno, s'intende). ricordo anche il furgone di bengalesi che vendono ogni tipo di quaderni e cancelleria, parcheggiato puntualmente di fianco all'uscita del Globus Hotel al semaforo di viale Ippocrate, sono stati i miei inesauribili fornitori di tratto-pen (e ne ho consumati parecchi, alla fine abbiamo esaminato 283 candidati, tombola!)

Botta di colore e varietà di lapis, evidenziatori e pennarelli. Spiccata professionalità in zona universitaria, sempre parcheggiati al semaforo di Viale Ippocrate.
Per la prima e ultima volta, in occasione di questa riunione di chiusura, ho viaggiato su Italo, il servizio è confortevole, forse più di Trenitalia, accumuliamo solo 35 minuti di ritardo in due viaggi, la registrazione per il collegamento internet è facile e avrò sempre gran quantità di banda (quella larga, non quella che suona il rock!). all'andata trovo a bordo la collega Mariella che torna a casa nell'Urbe dopo il canonico lun-mar-mer di lezione in laguna.  sulla via del ritorno, chiudo l'ultimo giudizio alle 19.05, quando siamo non lontani da Firenze. è finita.  forse.  anzi no!  dovrò mandare le pezze di spesa al responsabile del procedimento al dott. Elmo, che non ci ha mai visto a UniCalabria; manca il controllo degli uffici ministeriali; forse arriveranno gli strascichi di cui vengo a sapere di tanto in tanto e i ricorsi (buona fortuna, finora ne abbiamo collezionato solo 2 e non sappiamo nemmeno come sono finiti). ma in fondo sono bagatelle e possono finalmente partire i titoli di coda. avanti i prossimi.

[ps. a margine, adesso posso mettere in opera il nuovo portatile che attende imballato da tempo: sarò pusillo ma non avevo trovato il coraggio di cambiare macchina, files, settaggi, versioni del software prima di finire l'ASN. ho anche chiuso, dopo 20 mesi di ininterrotta apertura, una finestra del browser che tenevo in secondo piano con due tab su asn16.cineca, un tab su Scopus e uno su Scholar, tab sul sito ministeriale dottorati, diversi tab per ricerche varie su progetti di ricerca, convegni, comitati editoriali... ognuno ha le sue scaramanzie e io le cose non le chiudo fino a quando non le finisco e infatti la mia scrivania è una moltitudine!]