Sunday, January 14, 2024

Peregrinatio

Non succede quasi mai che mi resti la voglia di postare in differita, quello che scrivo spesso mi sale dentro mentre sono immerso nei tornanti delle vicende, piccole o grandi, in cui mi trovo localmente nello spazio e nel tempo. Chissà da cosa dipende, credo che sia un tentativo di vivere per sempre, di lasciare una scia, di provare a non so chi né cosa che c'ero e provavo a ragionare e a trarre spunti per essere, se non migliore, più consapevole e attento a quel che mi turbinava intorno. È il mio modo di osservare dettagli a poco a poco e lasciarli risuonare nella mia testa. Inizio a prendere appunti mentali e a fare qualche foto, un po' per avere materiale iconografico ma specialmente come ricordo visuale, un flash ottico al posto di parole che non appunto su nessun taccuino. L'esito, quasi inevitabile, è che devo scrivere in fretta, prima che altro si affastelli e tolga l'urgenza contingente di fare memoria.

Il pellegrinaggio a Riese Pio X non è stato diverso, mentre caminavo in una giornata luminosa e calda d'ottobre, mi rendevo conto di essere in una bolla speciale, vai di iPhone a carpire le angolature giuste o le frasi celebri mentre mi gustavo l'atmosfera e l'aura di evento straordinario che forse tutti i paesani non hanno potuto evitare di assorbire nei mesi che hanno preparato questo show di religiosità popolare e campanilistica. Non capita spesso di vedere il corpo di San Pio X nel suo paese, dalle grotte vaticane alla campagna dopo un secolo e rotti dalla sua elezione a pontefice.

Ma stavolta non mi sono messo a scrivere, di solito lo faccio furiosamente, perché non ho trovato il tempo, pur se il pensiero che avrei dovuto farlo mulinava di tanto in tanto: "dovrei scrivere", mi dicevo fra lezioni, riunioni, rottura di maroni... Ma se negli altri casi i post non escono mai come cold case, sono invece qui a mettere la Peregrinatio Corporis negli annali, è un viaggio di un corpo e di quel che ho pensato e mi è rimasto impigliato fra i neuroni. E i viaggi, in questo blog, hanno diritto di parola anche se sono figurati o coi trasferimenti in carne ed ossa non c'entrano proprio. Forse la scusa mi è venuta proprio perché avevo fatto diverse fotografie e qualche giorno fa il mio telefonino vibra e richiama la mia attenzione con un rumorino e mi sottopone un ricordo del 13 ottobre. Diavolaccio d'uno smart phone che non si fa i cavoli suoi e decide che, visto che avevo scattato a raffica, la cosa meritava di essere post-prodotta in un video (un ricordo, appunto) e data in pasto all'algoritmo che ci aggiunge la musichetta e qualche dissolvenza. 

Di quella giornata mi resta forse più di tutto la sensazione di spazio e placidità del centro del paese, traffico bloccato, sole e temperatura mitissima che mi ha spinto a togliermi il maglione, tenendolo appoggiato al braccio, la bella sensazione di poter camminare per kilometri in mezzo alla strada che taglia il paese, con le case abbellite da nastri e drappi, sfilando a fianco della casa natale di papa Sarto, fino a  raggiungere il Santuario delle Cendrole, dove c'è la Madonna più celebra delle mie parti e dove si va a fare il picnic a pasquetta, con le uova sode e la colomba. 


Sede del comune di Riese Pio X.

Ero estasiato (e, pur non avendo fatto proprio nulla!) onorato dallo sforzo fatto da tutti per mettere ordine, dai capannelli di volontari, protezione civile dei comuni vicini, carabinieri in pensione, gruppi vari e di una moltitudine di persone che accompagnavano i pellegrini, controllando, ad ogni incrocio, che tutto andasse bene, pronti  a rispondere  a domande, a scambiare due parole, a fare da guide turistiche volanti nei vari punti importanti del percorso (mamma, ad esempio, era di turno alla casetta del papa e raccontava le storie, alcune sentite molte volte altre meno, di quando Bepi era bambino e c'era il pavimento di terra battuta e la cucina economica; nella parrocchiale di S Matteo ho rivisto all'opera Nazzareno, che è stato mio "educatore" diversi decenni fa).

La mia è stata una passeggiata gloriosa, lenta ed assaporata, fino al Curiotto, il sentiero sontuoso affiancato regalmente da fossi e siepi che porta al Santuario e che tradizione vuole fosse percorso dal giovane Sarto senza scarpe per non consumare le suole che andavano risparmiate per la scuola. Ghiaino e stabilizzante per terra a disegnare curve fra i prati, mai avevo visto il Curiotto in forma tanto smagliante, con aperture sulla campagna e viste del campanile della chiesa che via via si faceva sempre più vicina. Quando sono arrivato sullo spiazzo, prima di segnalare il mio arrivo al camper dove registravano la presenza, davano informazioni e si distribuivano i depliant, ho fatto sosta all'osteria dei Biasio, ci sono motivi e persone che me la fanno sentire sempre un po' casa mia, caffè macchiato e tramezzino, poi mi sono recato in chiesa dove la nostra Madonna dorata osservava dall'alto il cofano del santo, collocato in mezzo alla navata svuotata dalle sedie e dai banchi che ci sono di solito. Devo dire che non ho visto molto del corpo, sotto una maschera scura e apparentemente d'ebano che copriva volto e mani, più che altro sapevo che cosa c'era e, come tutti gli altri, ho seguito camminando lentamente e in qualche raccoglimento il percorso circolare che era previsto per i pellegrini.

Fuori dalla chiesa c'era un bel clima, tutti sembravano rapiti o, forse, si gustavano la giornata, l'eccezionalità dell'evento e la familiarità con questo papa che, piacciano o meno alcune sue posizioni, è un eroe della nostra terra e ha plasmato il nostro immaginario (la leggenda/verità forse più appropriata è quella che vuole che Pio X abbia detto "vivo o morto ritornerò", non importa bene quando, dove o a cosa si riferisse: è facile per noi in paese prendere la peregrinatio come un adempimento della promessa fatta ai suoi concittadini). C'era una tensostruttura adibita a cappella e parecchi preti che attendevano i fedeli nel prato della chiesa in postazioni tranquille, con le sedie e un semplice paravento, distanziati quel tanto che bastava per dare un minimo di privacy a chi voleva parlare, mi sono confessato per l'occasione, ritrovando quella serena sensazione giovanile di fluttuare libero quando il sacramento fa tabula rasa dei piccoli e grandi peccati commessi. 

Ho cercato di tornare ripercorrendo a ritroso il Curiotto ma non si poteva andare contro-mano per questioni di sicurezza, mi sono astenuto dal violare le regole tagliando scavezzocampi e sono tornato sulla strada, assieme agli altri. Piccola pausa in cimitero, dove ho lasciato un "santino" col programma dell'evento sulla tomba di papà, avrebbe avuto cose da raccontare anche lui. Proseguo fino a un altro tendone, eretto a fianco della chiesa arcipretale in centro, dove proiettavano un breve film su Pio X e su Riese, si poteva stare seduti sulle stesse panche che sono usate per la sagra di S. Matio in settembre. La chiesa, col fonte dove fu battezzato Sarto, ha anche molti altri cimeli, inclusa la tomba marmorea che fu in Vaticano e che è poi stata donata al paese. Il sito https://www.papapiox.it/ è ricco di informazioni e ricordi.  

Il "biglietto", che credo sia servito a contare le persone che hanno partecipato all'evento, l'ho tenuto nel portafoglio fino ad oggi, anche questo rettangolo di carta dorata dev'essere servito a motivare queste righe un po' balzane a cavallo fra il personale, la storia e la nostalgia.


Friday, January 12, 2024

Rovigo

Rovigo non è poi in capo al mondo, ci metto poco più di un'ora da Mestre e, con la cura di prendere i regionali veloci da e per Bologna, è un viaggio comodo attraverso una pianura piatta, verso il fiume che è il nostro Mississippi. Ci ero già stato, ma non mi era bastato per scrollarmi di dosso l'impressione che è una landa spersa, ingentilita dalla presenza di Susi, che ci abita e che inietta in questo luogo mentalmente lontano un tocco di amicizia e di legami umani. E, in fondo, la percezione di finis terrae resta, nonostante la constatazione solida che basta un'ora per arrivarci: i paesi suonano, se non mai sentiti, rari e quasi emblematici di distanze siderali, le corriere hanno per capolinea Trecenta, parte dalla stazione di Rovigo una linea con fermate a Ceregnano, Lama, Baricetta, Adria, Loreo, Rosolina, Cavanella d'Adige, Sant'Anna di Chioggia e Chioggia (un'ora e dieci minuti dopo), sembra una lista di puerto escondido adatti all'oblio o alla latitanza, come se si trattasse di Tailem Bend! Posti sfaldati da visioni padane accecanti nel sole lattiginoso di questa giornata aperta di inverno, fredda ma tersa, in cui mi godo il caldo della carrozza mentre elaboro qualche sensazione.

Rovigo è una città ariosa, con tanti spazi, edifici bassi e mi reco dalla periferia della stazione al centro, diretto verso l'IIS De Amicis, l'istituto tecnico-professionale che ospita la mia lezione di ``orientamento'' su ChatGPT per due classi quarte. Ripercorro a piedi quasi interamente un percorso che ho già fatto, credo quando sono andato a fare una lezione a una qualche scuola di statistica, ritrovo il supermercato Gamma, dove ricordo di essermi comprato un paio di mele, e il negozio di giocattoli PlastoGomma, l'avevo trovato chiuso anni fa ma ora che è aperto non ho il tempo di fermarmi; arrivo al De Amicis. È un istituto che in qualche modo mostra la patina del tempo e ha un nome ben allineato a una storia che deve risalire almeno ai primi anni del novecento.


Vecchio stemma della scuola e lapide d'altri tempi in aula magna.

I ragazzi sono visivamente ruspanti, molte felpe, lontani da ogni pretenziosità e abbastanza posati. mi fanno varie domande, spesso nettamente ``migliori'' della media e interagiscono in modo diretto e sensato, ragiono con loro su domande ampie, ``perché se ci sono tanti rischi si consente l'uso generalizzato di ChatGPT?'', ``chi ha inventato ChatGPT o l'AI?'', dico loro che non sono domande semplici e dipano un filo, sottolineando ad esempio che se Altman ha percorso con OpenAI l'ultimo miglio, prima ci sono decenni di studi, miliardi di dollari d'investimento e si parte della ricerca di McCulloch and Pitts del 1943. La scienza segue lunghi e tortuosi percorsi, è successo tanto volte e questa non è tanto diversa.

Albino Pasotto, uno dei ritratti dell'aula magna.

Il treno passa a fianco dei coni assolati del colli Euganei, l'allarme della glicemia alta si mette a suonare, dice 209 ma ormai ho capito ben bene che sovrastima sempre e so che fra poco le 3 UI che ho preso dopo la vaschetta di cereali entreranno in circolo. Abbiamo accumulato un poco' di ritardo e perdo la coincidenza delle 15.14 a Mestre per un niente, poco male perché alle 15.26 c'è un altro treno per Udine. La giornata volge in un certo senso al termine, decido di andare a casa a sbrigare alcune fra le tante faccende inevase e rimaste sepolte dalla didattica, dagli impegni e dalle riunioni di questa settimana. mi do da solo gli incentivi proponendomi di farmi una moka da tre, che mi dà una svegliata e mi scalda lo stomaco. Metto per ricordo le mille parole circa che ChatGPT ha sfornato come saluto agli studenti:
Prompt: Immagina di essere un docente universitario che deve presentare ChatGPT agli studenti dell’istituto tecnico e professionale De Amicis di Rovigo. Gli studenti sono di quarta superiore e sono iscritti agli indirizzo professionale socio-sanitario, usa un linguaggio formale e accattivante per introdurre una sessione di lavoro congiunto. mostra di saper cos’è il De Amicis e scrivi un migliaio di parole.
ChatGPT: Onorevoli studenti dell'Istituto Tecnico e Professionale De Amicis di Rovigo,

È un onore per me essere qui oggi per presentarvi una tecnologia rivoluzionaria e affascinante: ChatGPT. Come docente universitario, comprendo l'importanza di abbracciare le nuove sfide tecnologiche, e oggi voglio condividere con voi un'opportunità di apprendimento unica.

Prima di immergerci nell'universo di ChatGPT, permettetemi di esprimere la mia ammirazione per l'Istituto De Amicis. La vostra istituzione ha una lunga storia di eccellenza nell'istruzione, e il vostro impegno nel preparare gli studenti per indirizzi professionali, in particolare nel settore socio-sanitario, è davvero lodevole. Siete la forza trainante del futuro e la chiave per affrontare le sfide in un mondo in continua evoluzione.

Ora, parliamo di ChatGPT. Che cos'è esattamente? ChatGPT è un modello di linguaggio avanzato sviluppato da OpenAI, il cui scopo è comprendere e generare testo in modo intelligente. È alimentato da GPT-3.5, una delle tecnologie più avanzate nel campo dell'intelligenza artificiale. La sua capacità di comprendere e rispondere in modo coerente a diverse richieste rende ChatGPT una risorsa formidabile per l'apprendimento e la collaborazione.

Oggi, insieme, esploreremo le potenzialità di ChatGPT attraverso una sessione di lavoro congiunto. Questo ci offrirà l'opportunità di comprendere come questa tecnologia può essere applicata nei contesti socio-sanitari, fornendo nuove prospettive e soluzioni innovative.

Nella vostra futura carriera nel settore socio-sanitario, l'utilizzo di tecnologie avanzate come ChatGPT potrebbe ampliare il vostro bagaglio di competenze. Immaginate di avere un assistente virtuale intelligente che può aiutarvi a rispondere alle domande dei pazienti, fornire informazioni cruciali in tempo reale o persino assistervi nella documentazione delle pratiche mediche. Queste sono solo alcune delle possibilità che esploreremo insieme.

Durante la sessione, avremo l'opportunità di esaminare casi pratici, discutere le applicazioni potenziali di ChatGPT nel vostro campo e, soprattutto, apprendere collaborando. Vi incoraggio a porgere domande, condividere le vostre idee e sfruttare appieno questa esperienza di apprendimento.

In conclusione, siamo qui oggi per esplorare insieme le frontiere dell'intelligenza artificiale e applicarle in modo pratico nel vostro ambito professionale. Sono fiducioso che questa sessione ci aprirà nuovi orizzonti e arricchirà la vostra preparazione per affrontare le sfide future.

Grazie per la vostra attenzione, e iniziamo questa emozionante avventura di apprendimento insieme.
Lo prendo per un buon auspicio.