Tuesday, November 18, 2008

Are you nuts?



"signora, when do we get off?" non e' il tipo di domanda che ti aspetti sul 440 diretto a Rozelle. vogliamo andare a vedere Callan park e Broughton house, una vasta aerea verde dove c'e', l'ospedale. il nucleo originale ospitava padiglioni per "lunatics", i malati di mente, che si curavano anche con lunghi soggiorni nel verde (un po' fuori ma mica scemi!) e gli "intoxicated", persone affette da dipendenze varie. una gentile signora ha fatto una conferenza al MOS, museum of sydney, parlando dei giardini perduti della citta' e ha menzionato varie volte Callan park, definendolo ancora bellissimo e pieno di jacarande. il problema e' che la sanita' e' dispendiosa, il governo del NWS ha un miliardo di dollari di debito, i padiglioni e i parchi hanno costi di manuntenzione alti, i matti li rimandiamo a casa dove frantumano le famiglie... un comitato di residenti cerca di impedire che tutto finisca in malora e che l'ospedale resti in attivita', senza "svendere" l'area all'university of sydney che ne reclama l'uso esclusivo. io non so chi ha ragione, ma il problema di trovare modi (pochi) e fondi (tanti) per salvare spazi e edifici publici e' un grattacapo ovunque. forse USyd e' meglio che la rovina. forse serve la giusta via di mezzo.




l'arcano della "signora" si spiega quando l'autobus percorre tutta Norton street, capitale morale degli italiani di Sydney. e' il modo in cui le studentesse, vestite di un orrendo grambiule verde a righe, si rivolgono alla docente. Rozelle confina con questa piccola italia e due minuti dopo siamo nel bellissimo parco. le jacarande in fiore sono una meraviglia, grandi prati aperti al pubblico, di "lunatics" non ce ne sono quasi piu' e non c'e' da avere paura, ci aveva detto l'appassionata conferenziera. visitiamo il giardino tropicale, con i banani e i bambu e poi anche il giardino cinese, con i ponti di legno laccati di rosso. alcuni edifici sono ancora usati, altri sono rosicchiati dall'oblio ma il parco e' uno spettacolo, pur palesando che deve essere stato ancora piu' bello quando tutto era curato a puntino (specie i due giardini).





una parte della zona e' gia' da tempo utilizzata dall'istituto d'arte universitario che ha per sede una specie di castello "antico" dove ci sono aule per le sperimentazioni artistiche. guardo tanto, capisco poco. ma in fondo sono ragazzi creativi. ci fermiamo al bar degli studenti per una bibita e un panino e poi ci dirigiamo verso casa, a bordo del fido 440. l'unica cosa a tratti fastidiosa e' l'incessante flusso di aerei che atterrano al vicino aeroporto di Botany. continui boati e urla dai motori, non quello che servirebbe per il relax bucolico che l'area suggerisce: forse io sono sano di mente, ma mi unirei ai "lunatics" per costruire una contraerea!

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